Le perle di Lawthenticator

Le 13 lettere che non troverete mai su un microchip Chanel

La checklist di Lawthenticator

Lawthenticator
Ottobre 2026
6 min
Interno di un portafoglio Chanel in pelle caviar nera con logo CHANEL

Tredici lettere. Non compariranno mai su un microchip Chanel.

Pensi che siano scelte a caso? Non lo sono.

Chanel ha introdotto ufficialmente i microchip nelle proprie borse ad aprile 2021, in concomitanza con il lancio della collezione 21A. Da quel momento, gli storici adesivi con ologramma e le tessere di autenticità cartacee — utilizzate per decenni — sono stati sostituiti da chip integrati, alloggiati su una piccola targhetta metallica interna, con informazioni digitali sul modello pensate per contrastare la contraffazione.

Ma dietro quel piccolo rettangolo metallico si nasconde una logica molto più articolata di quanto sembri a prima vista.

La prima regola di Lawthenticator
Un chip non è “solo un numero seriale più moderno”.

È un sistema con regole tecniche precise, che vanno conosciute per essere davvero utili in fase di autenticazione. Non basta vedere che “c’è il chip” per fermarsi lì.

1. Perché Chanel è passata all’RFID

Targhetta metallica Chanel con logo CC inciso
La targhetta metallica con il logo CC inciso.

La tecnologia RFID nelle fabbriche di pelletteria di lusso offre vantaggi che vanno ben oltre l’estetica: sicurezza e tracciabilità superiori, controllo dell’inventario più efficiente, un servizio clienti più rapido, analisi dei dati preziose per l’azienda, e un’integrazione diretta con i sistemi digitali interni.

In pratica, l’implementazione dei chip RFID garantisce a Chanel un’autenticazione sicura del prodotto, un tracciamento efficiente lungo tutta la catena di fornitura, e un netto passaggio dai tradizionali numeri di serie stampati alla goffratura fisica.

2. Come funziona l’incisione

Chanel utilizza la marcatura tramite incisione laser, non l’incisione tradizionale a contatto.

È un processo rapido e preciso, che crea marcature permanenti fondendo la superficie del materiale. Le marcature incise hanno un contrasto elevato e appaiono bianche o nere a seconda di come riflettono il raggio laser — la stessa tecnica, comune anche per codici a matrice di dati, numeri di serie, codici a barre e loghi su metalli, ma qui applicata con standard specifici per la targhetta Chanel.

3. Le scanalature che (quasi) nessuno nota

Macro dell'incisione laser sulla targhetta del microchip Chanel, in luce radente
Incisione laser in luce radente.

L’incisione laser crea scanalature — o spirali — sovrapposte microscopiche sulla superficie del chip. La spaziatura tra ciascun cerchio è determinata dagli impulsi del laser, e questa spaziatura, insieme al colore che ne risulta, diventa essa stessa un fattore di autenticità.

C’è di più: la natura diffrattiva di queste scanalature fa sì che la luce, incontrandole, subisca diffrazione e formi figure di interferenza — con la comparsa di un vero e proprio effetto olografico, visibile solo osservando il chip nell’angolazione e nella luce corrette.

È un dettaglio che nessuna fotografia da smartphone, per quanto nitida, riesce a restituire davvero.

4. La composizione dei caratteri: qui arriva il punto centrale

Il chip Chanel può essere programmato per includere solo lettere, una combinazione di lettere e numeri (alfanumerico), oppure essere composto esclusivamente da lettere, senza numeri.

Una regola però è fissa: deve sempre contenere almeno una lettera. I chip puramente numerici, a oggi, non sono ancora in commercio.

Codice del microchip Chanel inciso sulla targhetta metallica
Le spirali sovrapposte dell’incisione laser, ingrandite.

Le lettere escluse

Le seguenti lettere non compaiono mai in un codice chip Chanel:

B, D, F, I, M, O, Q, R, S, V, W, Y, Z

Non è una scelta casuale. Ci sono tre ragioni tecniche precise:

Somiglianze visive — per evitare confusione tra lettera e numero. La “B”, ad esempio, potrebbe essere scambiata per un “8”; la “D” per uno “0”; la “Z” per un “2”.

Utilizzo dello spazio — lettere più larghe, come la “W” e la “M”, occupano più spazio sulla targhetta. La “W”, in particolare, è di fatto una “doppia U” nella sua costruzione grafica.

Complessità dell’incisione — lettere dalle forme più articolate, come “Y”, “Q” e “R”, rappresentano una sfida per la chiarezza e la leggibilità quando incise con questa tecnica laser.

Targhetta Chanel contraffatta con lettere escluse nel codice
Targhetta contraffatta: il codice YFFS1652 contiene Y, F e S, tre lettere escluse.

5. La targhetta nel suo insieme

L’autenticità della targhetta non dipende da un solo elemento, ma dalla convergenza di più fattori: le sue misure precise — larghezza, lunghezza, profondità in diverse parti —, l’esatta tonalità di colore (oro o argento, coerente con l’hardware della borsa), i riflessi di luce e gli effetti olografici che presenta, e il posizionamento specifico del chip all’interno di quel modello preciso.

Targhetta del microchip Chanel a confronto da angolazioni diverse
La stessa targhetta vista da angolazioni diverse.

Un dettaglio che va oltre l’estetica

Il logo CC intrecciato, inciso su ogni targhetta, non è soltanto un elemento decorativo. Il suo significato ha uno scopo più profondo nel processo di verifica — un livello di analisi che, per ragioni professionali, non condivido pubblicamente nel dettaglio.

Targhetta Chanel con incisione laser imperfetta
Incisione laser imperfetta: bordi bruciati e spirali irregolari.

Un sistema in evoluzione

Vale la pena ricordare che il sistema descritto in questo articolo riflette lo stato attuale della tecnologia adottata da Chanel. Come è già accaduto in passato — dal passaggio dai seriali a 7 cifre a quelli a 8 cifre, fino all’introduzione stessa del microchip nel 2021 — non è escluso che il brand possa in futuro modificare, aggiornare o sostituire le caratteristiche tecniche qui descritte, incluse le regole sulla composizione dei caratteri o le lettere escluse.

Per questo, chi si occupa di autenticazione professionale deve mantenere un aggiornamento costante su questi aspetti, senza dare per acquisito che un dato tecnico valido oggi resti tale a tempo indeterminato.

La Checklist Lawthenticator

Quando hai davanti una Chanel con microchip, chiediti:

  1. Il codice contiene almeno una lettera, come previsto dal sistema attuale?
  2. Nessuna delle lettere del codice rientra tra quelle escluse (B, D, F, I, M, O, Q, R, S, V, W, Y, Z)?
  3. Le scanalature dell’incisione laser presentano l’effetto olografico atteso, osservate nella luce corretta?
  4. Le misure della targhetta — larghezza, lunghezza, profondità — sono coerenti con gli standard noti?
  5. Colore e tonalità della targhetta corrispondono all’hardware della borsa?
  6. Il posizionamento del chip è coerente con quello atteso per quel modello specifico?

Se anche una sola risposta genera un dubbio, non significa automaticamente che la borsa sia falsa. Significa che quell’elemento merita un approfondimento.

Perché una checklist non sostituisce una perizia

Questa guida serve a sapere dove guardare. Non serve — e non potrebbe servire — a trasformare una fotografia in una certificazione di autenticità.

Nell’attività professionale l’esame richiede osservazione diretta della targhetta in più condizioni di luce, verifica delle misure con strumenti adeguati, e confronto con caratteristiche documentate.

Il dettaglio racconta la storia. È questo il principio alla base del metodo Lawthenticator.

Hai un dubbio su una Chanel con microchip? Se devi acquistare, vendere o verificare un bene di lusso e hai bisogno di una valutazione professionale, puoi richiedere una perizia Lawthenticator attraverso il sito.

Lawthenticator — L’autenticità è nei dettagli.

Tag chanel

AVV. GIUSEPPE PALUMBO • PERITO FORENSE • CTU TRIBUNALE DI RAGUSA